a bella posta

loc. avv. di proposito.
1534 [DELIN 1609]
- Pietro ARETINO, La cortigiana, 1534: "A dirvi il vero, io son venuto a bella posta per...".
- Agnolo FIRENZUOLA, Ragionamenti, av. 1543: "invitati da certe pietre che a bella posta erano state messe alli piedi di quelli arbori per far seggio, tutti di bella brigata si posero a sedere".
- Anton Francesco Grazzini, I parentadi, av. 1582: "non fu che rispondesse, quand'io picchiai a bella posta".
Cfr. Luigi Matt, Sulle prime attestazioni dei vocaboli nei dizionari, in "Studi linguistici italiani", vol. XXVIII, f. 2, 2002, pp. 272-297.
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Scheda di redazione - Firenze, Liceo Machiavelli - 01/09/2018
supervisore Francesca Cialdini - UniFI