a mente fredda

loc. avv. dopo che l'ira e lo sdegno sono sbolliti.
1867 [DELIN 1884 (Carducci)]
- Vittorio IMBRIANI, Merope IV, 1867, cap. XXIII: "Intendiamoci bene, io non biasimo né lei, né lui: anzi dico ora che sono a mente fredda, spassionato, dico ch'ella opererebbe giustamente a rendermi pan per focaccia, e che chi la disprezzerà non la meriterà" .
Cfr. Gianluca Biasci, Retrodatare con il RALIP. Mille retrodatazioni da opere narrative tra Otto e Novecento, Roma, Aracne, 2012.
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Scheda di redazione - Firenze, Liceo Machiavelli - 24/09/2018
supervisore Francesca Cialdini - UniFI