a pancia piena

loc. avv. dopo aver mangiato.
1602 [BIZ e GDLI 1757 (C. Goldoni)]
- Carlo Goldoni, De gustibus non est disputandum. Dramma giocoso per musica da rappresentarsi nel Teatro Tron di S. Cassiano il carnovale dell'anno 1754, Venezia, per Modesto Fenzo, 1754, I, 3: "L'amore ├Ę un bel piacere, / non lo nego, lo so, godo star presso / d'una donna gentil, vezzosa, amena / ma mi piace di farlo a pancia piena".
Cfr. Fabio Rossi, L'italiano (buffo) pregoldoniano: tra "Umgangssprache" e "B├╝hnensprache", con oltre cento retrodatazioni, in "Studi di lessicografia italiana", vol. XXXVIII, 2021, pp. 173-219.
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Scheda di redazione - 12/04/2022