accasciamento

s. m. indebolimento, prostrazione.
1883 [DELIN e GRADITe 1889 (D'Annunzio)]
- Gaetano Carlo CHELLI, L'eredità Ferramonti, 1883, cap. XXII: "I mille strepiti di cui la città intera fremeva negli abissi inesplorabili delle strade e delle piazze, dovevano salire fino a lei con espressioni strane, che la gettavano in un accasciamento desolato".
Cfr. Gianluca Biasci, Retrodatare con il RALIP. Mille retrodatazioni da opere narrative tra Otto e Novecento, Roma, Aracne, 2012.
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Scheda di redazione - Firenze, Liceo Machiavelli - 16/10/2020
supervisore Francesca Cialdini - UniFI