beceraglia

s. f. marmaglia.
1880
- Carlo Dossi, Goccie d'inchiostro, si cita da Id., Opere, a cura di D. Isella, Milano, Adelphi, 1995, p. 393: "si mèttono in marcia: dietro, la beceraglia intruppata, a zufoletti ed a fischi".
La parola è attestata nel racconto La cassierina, incluso già nella Vita di Alberto Pisani (cap. V), ma con varianti: anziché beceraglia troviamo barabaglia (cfr. l'apparato delle varianti dato da Isella nell’edizione delle Opere di Dossi). Il testo è stato poi rielaborato per la pubblicazione nell'appendice letteraria del giornale romano "La Riforma" (18 maggio 1879), in forma «prossima se non identica a quella definitiva» confluita in Goccie d'inchiostro.
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Ludovica Maconi - UniUPO - 07/09/2017