bruciatore

agg. e s. m. chi o che brucia.
1761 [DELIN 1767 (G. Targioni Tozzetti)]
- Giovan Santi Saccenti, Raccolta delle rime piacevoli, non mai per avanti pubblicate, in Roveredo [i.e. Livorno], 1761, vol. II, p. 170: "E che so io del bruciator di Roma [...]?".
Cfr. Sanzio Balducci, Retrodatazioni lessicali italiane, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2002. Balducci cita da Alfonso Cerquetti, Studj lessicografici e filologici, Forlì, F. Marinelli editore, 1868, s.v.: "Bruciatore. Chi o che brucia. Di questa voce, sfuggita ai Vocabolaristi, recai nel Saggio un esempio del Giordani: onde il Fanfani le die' luogo nelle Giunte al suo Vocabolario. Ora eccone di autor citato. 'E che so io del bruciator di Roma?' Saccenti. Rim. II, 170. (Fraticelli). Oggi però in forza di aggettivo è nella nuova Crusca la quale dà un esempio del Targioni Tozzetti. 'Vento bruciatore'. Alimurg. 122".
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Scheda di redazione - 03/03/2021