cabaret

1 s. m. inv. (vc. fr.) vassoio.
1744 [GDLI-Suppl2004 1892]
- Giovanni Francesco Pivati, Dizionario universale contenente ciò che spetta al commercio, all’economia, alla storia naturale, alla marina, alle scienze, ed arti più comuni liberali o meccaniche in cui oltre quello è stato pubblicato nelle ultime edizioni del Savary e del Chomel vi si trovano le notizie più profittevoli in ognuna di queste materie [...], vol. III, Venezia, Monti, 1744, p. 3: "CABARÈ. Nome francese italianizzato per ispiegare quelle tavole o con piedi, o senza, sopra le quali si presentano il tè, il caffè ed altre bevande calde passate dal Levante e dall’America in Europa. I più belli di questi Cabarè sono quelli che vengono dalla Cina e dal Giappone, coperti di quella bella vernice che mai gli Europei han potuto imitare perfettamente".
Cfr. Paolo D’Achille, Un “cabaret” pieno di auguri (con qualche retrodatazione), in Santi, giullari, romanzieri, poeti. Studi per Franco Suitner, a cura di Giuseppe Crimi, Luca Marcozzi e Anna Pegoretti, Ravenna, Longo, 2022, pp. 187-194.
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Paolo D'Achille - UniRoma3 e Accademia della Crusca - 13/12/2023
2 s. m. inv. (vc. fr.) osteria.
1885 [GDLI-2004 1892 (Garollo)]
Cfr. Paolo D'Achille, Nel "cabaret" lavorano "cabarettisti" o "cabarettari"?, consulenza linguistica di Crusca dell'11 maggio 2022.
Per questo significato cfr. anche le registrazioni nei dizionari piemontesi di Casimiro Zalli (1815) e di Vittorio di Sant’Albino (1859) citate nel LEI.
Vedi il collegamento esterno
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Consulenza linguistica di CRUSCA - 13/12/2023
3 s. m. inv. (vc. fr.) locale notturno.
1920 [DELIN 1927 (Panzini)]
- Dario Niccodemi, La morte in maschera, Milano, Vitagliano, 1920, p. 95: "La porterò nei cabarets di Montmartre, in quelle stupide bolge dove non si parla che di amore... che di amori... di tutti gli amori...".
Cfr. Sanzio Balducci, Retrodatazioni lessicali italiane, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2002.
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Scheda di redazione - 13/12/2023