da ultimo

loc. avv. infine.
1867 [DELIN 1891 (Petrocchi)]
- Ippolito NIEVO, Le confessioni di un italiano, 1867, cap. I: "La voce del Messer Grande si faceva sempre piĆ¹ minacciosa nel vedere quell'attitudine di sgomento; e da ultimo quando lesse le sottoscrizioni pareva che tutto il terrore di cui si circondava il Consiglio Inquisitoriale spirasse dalle sue narici".
Cfr. Gianluca Biasci, Retrodatare con il RALIP. Mille retrodatazioni da opere narrative tra Otto e Novecento, Roma, Aracne, 2012.
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Scheda di redazione - 01/11/2018