degno d'invidia

loc. agg. invidiabile, molto felice o fortunato.
1868-69 [DELIN 1887 (Petrocchi)]
- Giuseppe ROVANI, Cento anni, 1868-69, libro VII: "Egli è perciò che sono talora degni d'invidia quelli che della natura fisica non ricevettero tutt'intero né perfetto il loro appannaggio, ed ebbero qualche occhio di meno, o qualche protuberanza di più".
Cfr. Gianluca Biasci, Retrodatare con il RALIP. Mille retrodatazioni da opere narrative tra Otto e Novecento, Roma, Aracne, 2012.
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Scheda di redazione - Firenze, Liceo Machiavelli - 25/09/2018
supervisore Francesca Cialdini - UniFI