degno d'invidia

loc. agg. invidiabile, molto felice o fortunato.
1830 [DELIN 1887 (Petrocchi)]
- Giuseppe ROVANI, Cento anni, 1868-69, libro VII: "Egli è perciò che sono talora degni d'invidia quelli che della natura fisica non ricevettero tutt'intero né perfetto il loro appannaggio, ed ebbero qualche occhio di meno, o qualche protuberanza di più". Cfr. Biasci 2012.
Cfr. Michele A. Cortelazzo, Retrodatazioni al "DELI" da traduzioni letterarie ottocentesche, in "Studi di lessicografia italiana", vol. XXXIX, 2022, pp. 247-312.
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Michele A. Cortelazzo - Accademia della Crusca - 09/02/2026