dopotutto

avv. in definitiva, in conclusione, alla fin fine.
1867 [DELIN e GRADIT 1874 (Tommaseo)]
- Ippolito NIEVO, Le confessioni di un italiano, 1867, cap. IX: "Ma dopo tutto, la segreta soddisfazione d'una buona opera mi teneva il cuore in una calma triste e monotona bensì, ma non priva di qualche diletto".
Cfr. Gianluca Biasci, Retrodatare con il RALIP. Mille retrodatazioni da opere narrative tra Otto e Novecento, Roma, Aracne, 2012.
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Scheda di redazione - Firenze, Liceo Machiavelli - 25/09/2018
supervisore Francesca Cialdini - UniFI