moro

1 s. m. abitante o nativo della Mauritania, per estensione anche dell'Etiopia o di altre regioni dell'Africa settentrionale.
sec. XIII [DELIN av. 1476, GRADIT av. 1470]
- Tesoro di Brunetto Latini volgarizzato, fine sec. XIII (fior.):"D'Ispagna è il trapasso in Libia, ciò è una terra d'Africa, là ov'è la regione di Mauritania, e tali l'appellano la terra de' Mori".
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Scheda di redazione - TLIO - 05/02/2020
2 s. m., plur. saraceno, musulmano del Nord Africa e, dopo la conquista, della Spagna.
av. 1348 [DELIN e GRADIT av. 1470]
- Giovanni VILLANI, Cronica, av. 1348 (fior.): "Nel detto anno MCCCXXXVIIII, del mese di giugno, il figliuolo del re di Morocco saracino passò in Granata con molto navilio e con innumerabile gente di Mori detti Saracini per andare sopra il re di Spagna".
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Scheda di redazione - TLIO - 26/12/2019
3 agg. che tende allo scuro, al nero, al bruno (oggetti, acqua, luce).
1342
- Statuti di Perugia dell'anno 1342, 1342, cit. dall' ed. a cura di Giustianiano Degli Azzi Vitelleschi, vol. II, Roma, Loescher, 1916, p. 402: "e entra l'altre cose le quali en la cità rendono le vie sozze e non nette è l'acqua mora la quale essce de l'ulive e de le tengneture". [cfr. DI, s.v. Mauritania]
Cfr. Paolo D’Achille, Maria Grossmann, I termini di colore nell’area BRUNO-MARRONE in italiano: sincronia e diacronia, in "Lingua e stile", vol. LII, 2017, pp. 87-115.
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Paolo D'Achille - UniRoma3 e Accademia della Crusca - 20/12/2023