perdigiorno

s. m. chi ama starsene in ozio, chi non ha voglia di far nulla e passa il suo tempo bighellonando.
1487 [DELIN 1536, GRADIT 1543]
- Angelo POLIZIANO, Lettera a Bernardino Tarugi, 1° marzo 1487 (cit. da I. Del Lungo, Florentia. Uomini e cose del Quattrocento, Firenze, Barbera, 1897, p. 65): "Sì che a [non] volersi fare onore, abbisogna sia un perdi el giorno".
Cfr. Davide Puccini, Retrodatazioni quattrocentesche, in "Lingua nostra", vol. LXVII, f. 1-2, 2006, pp. 57-58.
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Scheda di redazione - 20/06/2018