preposizione

s. f. (gramm.) parte invariabile del discorso che indica la relazione di una parola con un'altra.
av. 1325 [DELIN e GRADIT sec. XIV, Zingarelli17 1442]
- Volgarizzamento del libro di Seneca sopra le sette arti liberali, av. 1325 (?) (fior.): "Quanto hanno i filosofi di soperchio, e quanto di quello, ch'è fuori d'utilità? Eziandio e' sono scesi alle congiunzioni delle sillabe, e alla propietà delle congiunzioni e delle preposizioni, e hanno invidia a' gramatici, e a' geometri".
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Scheda di redazione - TLIO - 23/12/2019