senza riparo

loc. agg. senza rimedio.
1892 [DELIN 1939-40 (Palazzi)]
- Gabriele D'ANNUNZIO, L'innocente, 1892, cap. XI: "Poiché la ruina è senza riparo e l'abisso è senza fondo, una catastrofe immediata è forse preferibile alla prolungazione indefinita del dramma spaventevole".
Cfr. G. Biasci, Nuove retrodatazioni da testi letterari otto-novecenteschi, Roma, Aracne, 2012.
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Scheda di redazione - UniUPO - 09/07/2020