sosia

s. m. e f. inv. persona che somiglia tanto a un'altra da poter essere scambiata per essa.
1831 [DELIN 1853, 1890 (VEI), GRADITe 1890, Zingarelli19 av. 1853]
- Walter Scott [trad. it. Gaetano Barbieri], Le acque di S. Ronano, to. III, Napoli, Marotta e Vanspandoch, 1831, pp. 82-83: "avesse quella stessa educazione in comune di cui il vero Sosia, Francis Valentino Bulmer Tyrrel, ha profittato in una guisa così straordinaria".
Cfr. Michele A. Cortelazzo, Retrodatazioni al "DELI" da traduzioni letterarie ottocentesche, in "Studi di lessicografia italiana", vol. XXXIX, 2022, pp. 247-312.
Per la retrodatazione al 1848 cfr. Paolo D'Achille, "Cicerone", "Mecenate", "Anfitrione" e "Mentore". E quando sono donne?, consulenza linguistica di Crusca dell'11 dicembre 2018.
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Consulenza linguistica di CRUSCA - 09/02/2026